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ETIKA I D 12CSD032 |
SANTI - HEILIGE |
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Santa Caterina da Siena |
Del peccato della
carnalitade |
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S. Caterina da Siena: Dialogo (Libro della divina dottrina)
Cap. 32
Come e´ frutti di questo arbore (di morte) tanto sonno diversi quanto sonno diversi e´ peccati. E prima del peccato della carnalitade.
Tanto
sonno diversi e´ frutti di questo arbore che dànno morte, quanto sonno diversi
e´ peccati. Alcuni ne vedi che sonno cibo da bestie, e questi sonno quegli che
immondamente vivono, facendo del corpo e della mente loro come il porco che s´
involle nel loto: così
s´invollono nel loto della carnalità.
O anima brutta, dove hai lassata la tua dignità? Tu eri fatta sorella degli angeli, ora se´ fatta animale bruto, in tanta miseria che non tanto che sieno sostenuti da me, che so´ somma purità, ma le dimonia, di cui essi sonno fatti amici e servi, non possono vedere commettere tanta immondizia.
Veruno peccato è che tanto sia abominevole e tanto tolga
el lume dell´ intelletto, quanto questo. Questo cognobbero e´ filosofi,
non per lume di grazia, perché non l´avevano; ma la natura lo´ porgeva quello
lume: cioè che questo peccato offuscava lo ´nteletto; e però si conservavano
nella continenzia per meglio studiare.
E
anco le ricchezze le gittavano da loro, acciò che ´l pensiero delle ricchezze
non l´ocupasse il cuore. Non fa così lo ignorante falso cristiano el quale ha
perduta la grazia per la colpa sua.
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Santa Caterina da Siena: Il libro
Introduzione e note a cura di D.
Umberto Meattini