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ETIKA I D 12CSD042 |
SANTI - HEILIGE |
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Santa Caterina da Siena |
Doppo el giudicio generale crescerà
la pena de´ dannati |
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S. Caterina da Siena: Dialogo (Libro della divina dottrina)
Cap. 42
Come doppo el giudicio generale
crescerà la pena de´ dannati
Hotti narrato della dignità de´
giusti, acciò che meglio cognosca la miseria de´ dannati. E questa è l´altra
pena loro: vedere la beatitudine dei giusti. La quale visione è a loro
acrescimento di pena, come a´ giusti la dannazione de´ dannati è accrescimento
d´ esultazione della mia bontà, perché meglio si cognosce la luce per la
tenebre, e la tenebre, per la luce. Sì che lo´ sarà pena la visione de´ beati e
con pena aspettano l´ultimo dì del giudicio, perché se ne vegono seguitare
acrescimento di pena.
E così sarà; però che in quella
voce terribile quando sarà detto a loro: "Surgite, mortui; venite ad
iudicium", tornarà l´anima col corpo. E ne´ giusti sarà glorificato, e
ne´ dannati sarà crociato eternalmente. E grande vergogna e rimproverio
riceveranno nell´aspetto della mia Verità e di tutti e´ beati. El vermine
della coscienza alora rodarà il midollo dell´arbore, cioè l´anima, e la
corteccia di furore, cioè il corpo.
Rimproverato lo´ sarà el Sangue
che per loro fu pagato, e l´uòpare della misericordia, le quali Io feci a loro
col mezzo del mio Figliuolo, spirituali e temporali e quello che essi dovevano
fare nel prossimo loro, sì come si contiene nel santo Evangelio. Ripresi
saranno della crudeltà che essi hanno avuto verso el prossimo, della superbia e
dell´amore proprio, della immondizia e avarizia loro.
Vedendo la misericordia che da
me hanno ricevuta, rinfrescarà duramente la loro riprensione. Nel ponto
della morte la riceve solamente l´anima; ma nel giudicio generale la riceverà
insiememente l´anima e ´l corpo, perché ´l corpo è stato compagno e
strumento dell´anima a fare il bene e il male, secondo che è piaciuto alla
propria volontà.
Ogni operazione buona e gattiva
è fatta col mezzo del corpo; e però
giustamente, figliuola mia, è renduto a´ miei eletti gloria e bene infinito col
corpo loro glorificato, remunerandoli delle loro fadighe che per me
insiememente con l´anima portò. E così agl´iniqui sarà renduta pena eternale,
col mezzo del corpo loro, perché fu strumento del male.
Rinfrescarasse
lo´ la pena e cresciarà, riavendo el corpo loro, nell´aspetto del mio
Figliuolo. La miserabile sensualità con la immondizia sua riceverà riprensione
in vedere la natura sua, cioè l´umanità di Cristo, unita con la purità della
Deità mia; vedendo levata questa massa d´Adam, natura vostra, sopra tutti e´
cori degli angeli, ed essi per loro difetti si veggono profondati nel profondo
dell´inferno.
E vegono la larghezza e la
misericordia relucere ne´ beati, ricevendo el frutto del sangue dell´Agnello; e
vegono le pene che essi hanno portate, che tutte stanno per adornamento ne´
corpi loro, sì come la fregiatura sopra del panno, non per virtù del corpo, ma
solo per la plenitudine dell´anima; la quale rapresenta al corpo el frutto
della fadiga, perché fu compagno con lei ad adoperare la virtù, sì che
apparisce di fuore. Sì come rapresenta lo specchio la faccia dell´uomo, così
nel corpo si rapresenta el frutto delle fadighe, per lo modo che detto
t´ho. Vedendo e´ tenebrosi tanta dignità della quale essi sono privati, lo´
cresce la pena e la confusione, perché ne´ corpi loro apparisce il segno
delle iniquità, le quali commissero, con pena e crociato tormento.
Unde in quella parola che essi
udiranno terribile: "Andate maledetti nel fuoco eternale",
egli andarà l´anima e ´l corpo a conversare con le dimonia senza alcuno rimedio
di speranza, aviluppandosi con tutta la puzza della terra, ogniuno per sé in
diverso modo, sì come diverse sonno state le loro male operazion:
·
l´avaro con la puzza dell´avarizia,
aviluppandosi insieme la substanzia del mondo e ardendo nel fuoco (la quale
egli disordinatamente amò);
·
el crudele con la crudeltà;
·
lo immondo con la immondizia e
miserabile concupiscenzia;
·
lo ingiusto con le sue
ingiustizie;
·
lo invidioso con la invidia;
·
e l´odio e rancore del prossimo
con l´odio.
El disordinato amore proprio di loro, unde nacquero tutti
e´ loro mali, ardarà e darà pena intollerabile, sì come capo e principio d´ogni
male, acompagnato dalla superbia. Sì che tutti in diversi modi saranno puniti,
l´anima e ´l corpo insieme.
Or così miserabilmente giongono
al fine loro questi che vanno per la via di sotto, giù per lo fiume, non
vollendosi a dietro a ricognoscere le colpe sue, né a dimandare la
misericordia, sì come Io di sopra ti dissi. E giongono alla porta della bugia
perché seguitano la dottrina del dimonio, el quale è padre delle bugie.
Ed esso dimonio è porta loro, e
per questa porta giongono all´eterna dannazione, come detto è di sopra. Sì come
gli eletti e figliuoli miei, tenendo per la via della verità, ed essa verità è
porta. E però disse la mia Verità: "Neuno può andare al Padre mio se non
per me". Egli è la porta e la via, unde passano, a intrare in me, mare
pacifico.
E così, in contrario, costoro
sonno tenuti per la bugia, la quale lo´ dà acqua morta. E ad questo vi chiama
el dimonio, ciechi e matti che non se n´avegono perché hanno perduto el lume
della fede. Quasi lo´ dica el dimonio: "Chi ha sete dell´acqua morta
venga a me, che io ne gli darò".
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Santa Caterina da Siena: Il libro
Introduzione e note a cura di D. Umberto Meattini
Edizione
Paoline, 1975, 632 pagine