ETIKA I D 12CSD042

SANTI - HEILIGE
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19.9.2001

Santa Caterina da Siena

Doppo el giudicio generale crescerà la pena de´ dannati

 

 

S. Caterina da Siena: Dialogo (Libro della divina dottrina)

Cap. 42
Come doppo el giudicio generale crescerà la pena de´ dannati

 

Hotti narrato della dignità de´ giusti, acciò che meglio cognosca la miseria de´ dannati. E questa è l´altra pena loro: vedere la beatitudine dei giusti. La quale visione è a loro acrescimento di pena, come a´ giusti la dannazione de´ dannati è accrescimento d´ esultazione della mia bontà, perché meglio si cognosce la luce per la tenebre, e la tenebre, per la luce. Sì che lo´ sarà pena la visione de´ beati e con pena aspettano l´ultimo dì del giudicio, perché se ne vegono seguitare acrescimento di pena.

 

E così sarà; però che in quella voce terribile quando sarà detto a loro: "Surgite, mortui; venite ad iudicium", tornarà l´anima col corpo. E ne´ giusti sarà glorificato, e ne´ dannati sarà crociato eternalmente. E grande vergogna e rimproverio riceveranno nell´aspetto della mia Verità e di tutti e´ beati. El vermine della coscienza alora rodarà il midollo dell´arbore, cioè l´anima, e la corteccia di furore, cioè il corpo.

 

Rimproverato lo´ sarà el Sangue che per loro fu pagato, e l´uòpare della misericordia, le quali Io feci a loro col mezzo del mio Figliuolo, spirituali e temporali e quello che essi dovevano fare nel prossimo loro, sì come si contiene nel santo Evangelio. Ripresi saranno della crudeltà che essi hanno avuto verso el prossimo, della superbia e dell´amore proprio, della immondizia e avarizia loro.

 

Vedendo la misericordia che da me hanno ricevuta, rinfrescarà duramente la loro riprensione. Nel ponto della morte la riceve solamente l´anima; ma nel giudicio generale la riceverà insiememente l´anima e ´l corpo, perché ´l corpo è stato compagno e strumento dell´anima a fare il bene e il male, secondo che è piaciuto alla propria volontà.

 

Ogni operazione buona e gattiva è fatta col mezzo del corpo; e però giustamente, figliuola mia, è renduto a´ miei eletti gloria e bene infinito col corpo loro glorificato, remunerandoli delle loro fadighe che per me insiememente con l´anima portò. E così agl´iniqui sarà renduta pena eternale, col mezzo del corpo loro, perché fu strumento del male.

 

Rinfrescarasse lo´ la pena e cresciarà, riavendo el corpo loro, nell´aspetto del mio Figliuolo. La miserabile sensualità con la immondizia sua riceverà riprensione in vedere la natura sua, cioè l´umanità di Cristo, unita con la purità della Deità mia; vedendo levata questa massa d´Adam, natura vostra, sopra tutti e´ cori degli angeli, ed essi per loro difetti si veggono profondati nel profondo dell´inferno.

 

E vegono la larghezza e la misericordia relucere ne´ beati, ricevendo el frutto del sangue dell´Agnello; e vegono le pene che essi hanno portate, che tutte stanno per adornamento ne´ corpi loro, sì come la fregiatura sopra del panno, non per virtù del corpo, ma solo per la plenitudine dell´anima; la quale rapresenta al corpo el frutto della fadiga, perché fu compagno con lei ad adoperare la virtù, sì che apparisce di fuore. Sì come rapresenta lo specchio la faccia dell´uomo, così nel corpo si rapresenta el frutto delle fadighe, per lo modo che detto t´ho. Vedendo e´ tenebrosi tanta dignità della quale essi sono privati, lo´ cresce la pena e la confusione, perché ne´ corpi loro apparisce il segno delle iniquità, le quali commissero, con pena e crociato tormento.

 

Unde in quella parola che essi udiranno terribile: "Andate maledetti nel fuoco eternale", egli andarà l´anima e ´l corpo a conversare con le dimonia senza alcuno rimedio di speranza, aviluppandosi con tutta la puzza della terra, ogniuno per sé in diverso modo, sì come diverse sonno state le loro male operazion:

 

·        l´avaro con la puzza dell´avarizia, aviluppandosi insieme la substanzia del mondo e ardendo nel fuoco (la quale egli disordinatamente amò);

·        el crudele con la crudeltà;

·        lo immondo con la immondizia e miserabile concupiscenzia;

·        lo ingiusto con le sue ingiustizie;

·        lo invidioso con la invidia;

·        e l´odio e rancore del prossimo con l´odio.

El disordinato amore proprio di loro, unde nacquero tutti e´ loro mali, ardarà e darà pena intollerabile, sì come capo e principio d´ogni male, acompagnato dalla superbia. Sì che tutti in diversi modi saranno puniti, l´anima e ´l corpo insieme.

 

Or così miserabilmente giongono al fine loro questi che vanno per la via di sotto, giù per lo fiume, non vollendosi a dietro a ricognoscere le colpe sue, né a dimandare la misericordia, sì come Io di sopra ti dissi. E giongono alla porta della bugia perché seguitano la dottrina del dimonio, el quale è padre delle bugie.

 

Ed esso dimonio è porta loro, e per questa porta giongono all´eterna dannazione, come detto è di sopra. Sì come gli eletti e figliuoli miei, tenendo per la via della verità, ed essa verità è porta. E però disse la mia Verità: "Neuno può andare al Padre mio se non per me". Egli è la porta e la via, unde passano, a intrare in me, mare pacifico.

E così, in contrario, costoro sonno tenuti per la bugia, la quale lo´ dà acqua morta. E ad questo vi chiama el dimonio, ciechi e matti che non se n´avegono perché hanno perduto el lume della fede. Quasi lo´ dica el dimonio: "Chi ha sete dell´acqua morta venga a me, che io ne gli darò".

 

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Introduzione e note a cura di D. Umberto Meattini

Edizione Paoline, 1975, 632 pagine

 

 

La croce del demonio – Vom Umgang mit Dämonen

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