ETIKA I D 12CSD043

SANTI - HEILIGE
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30.9.2001

Santa Caterina da Siena

Utilità delle tentazioni – Demonio come giustiziere dalla giustizia

 

 

S. Caterina da Siena: Dialogo (Libro della divina dottrina)

Cap. 43
Della utilità delle tentazioni, e come ogni anima  nella estremità  della morte vede e gusta el luogo suo, prima che essa sia separata dal corpo, cioè pena o gloria che debba ricevere

Nützlichkeit der Versuchungen - Dämonen als Vollstrecker der göttlichen Gerechtigkeit

(Einige wichtige Sätze auf deutsch übersetzt)

Schluß von Kap. 42
Quasi lo dica el dimonio: "Chi ha sete dell´acqua morta venga a me, ché io ne gli darò".

 

Cap. 43

 

Egli (el dimonio) è fatto giustiziere mio dalla mia giustizia per tormentare l´anime che miserabilmente hanno offeso me.

Er (der Dämon) ist zum Vollstrecker meiner Gerechtigkeit geworden, um die Seelen zu quälen, die mich elendiglich beleidigt haben.

 

E in questa vita gli ho posti a tentare molestando le mie creature; non perché le mie creature siano vente, ma perché esse vencano e ricevano da me la gloria della vittoria, provando in loro le virtù.

 

E neuno in questo debba temere per veruna battaglia né tentazione di dimonio che lo´ venga, però che Io gli ho fatti forti, e dato lo´ la fortezza della volontà, fortificata nel sangue del mio Figliuolo. La quale volontà né dimonio né creatura ve la può mutare, però che ella è vostra e data da me.

Niemand braucht Angst zu haben wegen irgendeiner Schlacht oder dämonischen Versuchung ... Ich habe ihnen die Kraft des Willens gegeben, gestärkt im Blut meines Sohnes.

 

Voi dunque col libero arbitrio la potete tenere e lassare, secondo che vi piace. Ella è l´arma la quale voi ponete nelle mani del dimonio, e drittamente è uno coltello col quale egli vi percuote e con esso v´uccide. Ma se l´uomo non dà questo coltello della volontà sua nelle mani del dimonio, cioè che egli consenta alle tentazioni e molestie sue, giamai non sarà offeso di colpa di peccato per veruna tentazione. Anco el fortificato colà dove egli apre l´occhio dell´intelletto a vedere la carità mia. La quale carità permette che siate tentati solo per farvi venire a virtù e a provare le virtù.

Ihr könnt also aus freiem Entschluß die Kraft des Willens behalten und loslassen, wie es euch gefällt. Sie ist die Waffe, die ihr in die Hände des Dämons legt, und geradeso ist sie ein Messer, mit dem er euch durchbohrt und damit tötet.

 

A virtù non si viene se non per lo cognoscimento di se medesimo e per cognoscimento di me. El quale cognoscimento più perfettamente s´acquista nel tempo della tentazione: perché alora cognosce sé non essere, non potendosi levare le pene e le molestie le quali vorrebbe fuggire; e me cognosce nella volontà (la quale è fortificata per la bontà mia) che non consente a esse cogitazioni: perché ha veduto che la mia carità le concede perché ´l dimonio è infermo e per sé non può cavelle se non quando Io gli do; e Io el permetto per amore e non per odio, perché venciate e non siate venti, e perché veniate ad perfetto cognoscimento di voi e di me, e acciò che la virtù sia provata, però che ella non si pruova se non per lo suo contrario.

 

Dunque vedi che sonno miei ministri a crociare i dannati nell´inferno, e in questa vita ad esercitare e provare la virtù nell´anima.

 

Non che la intenzione del dimonio sia per farli provare in virtù, perché egli non ha carità, ma per privarli della virtù, e questo non può fare se voi non volete.

Nicht, daß es die Absicht des Dämons wäre, euch in der Tugend zu prüfen, denn er hat keine Liebe, sondern um sie der Tugend zu berauben, und dies kann er nicht tun, wenn ihr nicht wollt.

 

Or vedi quanta è la stoltizia dell´uomo, che si fa debile colà dove Io l´ho fatto forte, ed esso medesimo si mette nelle mani delle dimonia. Unde Io voglio che tu sappi che nel punto della morte, essendo entrati nella vita loro sotto la signoria del dimonio (none sforzati, però che non possono essere sforzati come detto l´ho, ma volontariamente si sonno messi nelle mani loro), giognendo poi all´estremità della morte con questa perversa signoria, essi non aspettano altro giudicio, ma essi medesimi ne sonno giudici con la coscienza loro e come disperati giungono all´eterna dannazione. Con l´odio strengono l´inferno in sulla estremità della morte; e prima che egli l´abbino, essi medesimi co´ loro signori dimoni pigliano per prezzo loro l´inferno.

 

Si come e´ giusti vissuti in carità morendo in dilezione, quando viene l´estremità della morte, se egli è vissuto perfettamente in virtù illuminato del lume della fede, con l´occhio della fede, con perfetta speranza del Sangue del Agnello, vegono el bene il quale Io l´ho aparecchiato e con le braccia dell´amore l´abbracciano, stregnendo con estrette d´amore me, sommo e eterno Bene, nell´ultima estremità della morte. E così gustano vita eterna prima che abbino lassato el corpo mortale, cioè prima che sia separato dal corpo.

 

Altri che fussero passati nella vita loro con una carità comune, che non fussero in quella grande perfezione e giognessero all´estremità, costoro abbracciano la misericordia mia con quello lume medesimo della fede e della speranza che ebbero quelli perfetti; ma hannola imperfetta. Ma perchè costoro erano imperfetti, strinsero la misericordia mia, ponendo maggiore la misericordia mia che le colpe loro.

 

Gl´iniqui peccatori fanno el contrario, vedendo con la disperazione el luogo loro, e con l´odio l´abbracciano, come detto t´ho. Sì che non aspettano d´essere giudicati né l´uno né l´altro; ma partonsi di questa vita, e riceve ogniuno el luogo suo*, come detto t´ho. Gustanlo e possegonlo prima che si partano dal corpo nella estremità della morte: e´ dannati co´ l´odio e disperazione, e i perfetti con l´amore e col lume della fede e con la speranza del Sangue. E gl´imperfetti con la misericordia e con quella medesima fede giongono al luogo del purgatorio.

 

 

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Santa Caterina da Siena: Il libro

Introduzione e note a cura di D. Umberto Meattini

Edizione Paoline, 1975, 632 pagine

 

·        Papa Giovanni Paolo II è d´opinione differente. Noi abbiamo più fiducia in Santa Catarina.

·         

La croce del demonio – Vom Umgang mit Dämonen

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