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ETIKA I |
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OPERA DEI |
Il grande doni di Gesù agli uomini dŽoggi tramite Vera Grita |
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Dal libro: Opera dei "Tabernacoli Viventi", a cura di Giuseppina e Liliana Grita, Edizioni Segno, 200 pàgine:
Vera Grita nasce a Roma il 28.1.1923 e muore a Savona il 22.12.1969, vittima propiziatrice per il trionfo dellŽOpera di Gesù.
A Vera, Gesù consegna un messaggio sconvolgente: lŽistituzione dei "Tabernacoli Viventi".
Pochi si fermano ad adorare il SS. Sacramento nei Tabernacoli delle Chiese: profanazioni, dimenticanze, fretta, distrazione, fede tiepida, bloccano il contatto vitale con la Sorgente di ogni grazia, con Colui che è la Via, la Verità e la Vita.
Ed ecco nel disegno dŽamore di Dio, emergere lŽennesimo supporto, un altro misericordioso aiuto: uomini-ostie abilitati dalla gerarchia ecclesiastica in grado di avvicinare il mondo che corre sui binari dellŽateismo pratico.
Il Signore per mezzo della buona volontà di un manipolo di anime scelte vuol mettersi in cammino alla ricerca delle tante, troppe pecorelle smarrite.
Egli è il Buon Pastore!
Il primo tabernacolo vivente dovrà essere il Santo Padre che è chiamato a darne lŽapprovazione... (mess. 15.7.1969)
Tabernacolo vivente è, secondo i messaggi ricevuti da "Vera di Gesù", non solo lŽanima adoratrice del mistero eucaristico, ma anche lŽanima autorizzata a portare addosso le Sacre Specie allŽinterno di una piccola teca.
Il Signore comunica a Vera queste parole profetiche di cui attendiamo la realizzazione:
"Verrà tempo in cui nella teca benedetta si porteranno molte particole, tempo in cui lo andrò a cercare anime per donarmi a loro, per essere ricevuto da loro.
Si prepari per i laici consacrati un piccolo tabernacolo di legno, simbolo della mia santa morte sulla croce ove custodire Me nelle loro abitazioni.
Ivi saranno accesi due ceri per richiamare qualcuno della famiglia allŽadorazione. I Miei santi Angeli mi faranno corona e suppliranno alla eventuale solitudine".
Don Giuseppe Borra, padre spirituale di Vera (direttore di un Istituto Salesiano di Roma, deceduto nel luglio dell Ž87), estensore, nel 1984, della biografia di Vera Grita - ed. Terzo Millennio) ravvisò in questo messaggio la predizione di un prossimo ritorno alle catacombe....
Concomitanti agli ultimi tempi, anzi segni dei medesimi, vi saranno persecuzioni cristiane imponenti caratterizzate da tradimenti e da una grande apostasia. Tempi peggiori a quelli che precedettero il diluvio attendono il nostro pianeta e si tratta di previsioni lasciate da Gesù e controllabili nella Sacra Scrittura. (Prefazione di Piero Mantero)
La spiritualità dei Tabernacoli Viventi, da qualche anno, viene portata avanti mensilmente, da un gruppo di anime presso la Basilica dellŽAusiliatrice di Torino (Valdocco) alla guida di un sacerdote. Si realizza, così, quanto la Madonna aveva detto a Vera presso la stessa Basilica in data 18.5.68: "Dì alle folle della gente che il momento è grave. Si salveranno solo per la mia intercessione. La Via ai Tabernacoli Vivente soni Io, lŽAusiliatrice. I superiori Salesiani debbono portare nel mondo e far trionfare la devozione a Gesù Eucarestia."
Gesù raccomanda a Vera di mandare i Suoi messaggi lontano, lontano, perché dice: "Il tempo è breve. Tutto bisogna fare in fretta perché la umanità non può attendere. Gesù si immola e si consuma con le sue anime perché la misericordia salvi, perdoni, raduni".
Vivere insomma, la Divina Realtà Eucaristica con Gesù sul cuore ogni attimo, ogni respiro per farlo ritornare in noi e con noi fra le genti, fra i popoli, presenza viva in ogni angolo della terra. (Introduzione di Liliana Grita Freccero)
25-IX-1968 (Savona)
Gesù. Voglio parlare ai sofferenti.
Il sofferente nel mondo è colui che soffoca nel suo intimo il mio Spirito dŽAmore.
Lo si vede ovunque ormai. Lo si incontra negli occhi spenti dellŽavvilito, nellŽatteggiamento ironico del presuntuoso e nellŽuomo che vuole fare da sé.
Soffre il depresso perché è solo, non cerca Me; soffre il credente perché non mi vede; soffre e sbaglia chi confida solo in se stesso.
Ci sono altri sofferenti, ma per ora rivolgo il pensiero a queste creature. Sono i "crocifisso caduti" più comuni. Per essi è più difficile la salvezza perché sono feriti da un grave peccato: la superbia.
La mia Opera dŽAmore vuole arrivare fino a loro per mezzo dei "miei crocifissi". Nel Tabernacolo Vivente voglio andare anche "crocifisso" per accostarmi a questi peccatori. Pertanto, nel silenzio più mistico, il mio Tabernacolo deve vivere nella società, poichè Io, Gesù, voglio la mia divina presenza fra gli uomini.
I Tabernacoli non eccedano nel "numero", ma siano i "chiamati", e non chi non abbia ricevuto il mio invito. Siano di spiritualità profonda anche se poveri. A quanto manca darò Io, Gesù.
Essi sappiano di ricevere con me la mia Croce, e in questa, crocifissi per me, per i fratelli.
Questa croce ora è su te, su p. G. Portatela con amore a gratitudine, e chiedete per questo dono dŽamore, i crocifissi caduti.
Non dubitare: hai scritto il mio Pensiero. Ora ti detto.
I "caduti" sono crocifissi a causa del più grave peccato. Essi soni i più "malati", poiché la loro anima è tutta una piaga e non hanno né medico né farmaco.
Voglio andare fra questi sofferenti, voglio che essi sentano che Io sono. Voglio che credano lŽinganno e riconoscano lŽerrore.
Mi basterà un atto di umiltà perché Io mi reveli loro Padre.
Così ci saranno quei "chiamati" che andranno ove si governa, ove si discute per il bene dei popoli, ove si cerca accordo e armonia. Si discute: ho detto. Intanto cresce il disordine nel mondo.
(E non è così, purtroppo? Solo attraverso il diretto intervento divino potremo assistere al sorgere del mondo nuovo. I Tabernacoli Viventi saranno portatori di ordine e di pace perché Dio opererà attraverso questi suoi templi vivi per donare salvezza e redenzione a tutti.)
Preghiera di Vera Grita:
Mio Crocifisso Gesù, giacchè negli adorabili disegni del Vostro Amore, Vi è piacuto visitarmi con questa tribolazione, io mi rivolgo fiduciosamente a Voi che Vi siete assoggettato a tutte le nostre sofferenze per alleviarle e santificarle.
Dinnanzi a Voi innocentissimo che abbracciaste per me le ignominie della Passione e le agonie del Cavario, come posso lamentarmi io miserabile peccatrice?
Accetto dalle Vostre mani quanto di me avete disposto. Vi offro i patimenti miei in isconto dei peccati miei e di tutto il mondo. Ve li offro per il Sommo Pontefice, per la Chiesa, per i Missionari, per i Sacerdoti, per tutti quelli che sono lontani de Voi e per le Anime del Purgatorio. Voi che siete sempre vicino a chi soffre assistemi con la Vostra Grazia e fate che come ora mi volete partecipe della Vostra Croce così purificata e santificata da queste sofferenze, mi rendiate un giorno partecipe della Vostra Gloria. Così sia.
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