ETIKA I

Caterina da Siena

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8.12.1997

11SCS26

Orazione ventiseiesima

Il libro, ed. Paoline, 1975, p. 611s. 

O Dio eterno, o maestro buono, che ài fatto e formato il vascello del corpo della tua creatura del limo della terra: o dolcissimo amore, di così vile cosa lŽài formato et aili messo dentro tanto grande tesoro quanto è lŽanima, la quale porta lŽimmagine di te Dio eterno.

Tu maestro buono, amor mio dolce, sei quello maestro, che disfai, e rifai; tu spezzi e risaldi questo vascello, secondo che piace alla tua bontà.

A te Padre eterno, io miserabile offero di nuovo la vita mia per la dolce sposa tua; che quante volte piace alla tua bontà tu mi tragga del corpo, e rendami al corpo, sempre con maggiore pena lŽuna volta, che lŽaltra; purché io vegga la reformatione di questa sposa dolce della santa Chiesa.

Io tŽaddimando Dio eterno, questa sposa.

Ancora ti raccomando li dilettissimi figliuoli miei, e pregoti summo et eterno Padre, che se alla tua misericordia e bontà piacesse di trarmi di questo vascello, e non farmi più tornare, che tu non gli lassi orfani, ma visitali con la gratia tua, e fagli vivere morti con vero e perfettissimo lume; legali insieme nel vincolo dolce della carità, acciòche muoiano spasimati in questa dolce sposa.

E pregoti Padre eterno, che neuno me ne sia tolto delle mani: e perdonaci tutte le nostre iniquitadi, et a me perdona la molta ignorantia e grande negligentia, che io ò commessa in la Chiesa tua, di non aver adoperato quello che io averei potuto, e dovuto.

Peccavi Domine, miserere mei.

Io offero a te, e raccomandoti li dilettissimi figliuoli miei peròché essi sonno lŽanima mia.

E se alla tua bontà piace di farmi pure star in questo vascello, tu sommo medico el cura, e provedi, peròché egli è tutto dilaniato.

Dona Padre eterno, dona a noi la tua dolce beneditione. Amen.

 

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