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ETIKA I |
SAN FRANCESCO |
http://www.etika.com 17.2.2000 |
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Maledizioni del Santo contro alcuni frati che davano cattivo esempio; e quanto questa colpa gli fosse insopportabile |
Fra Tommaso da Celano: Vita Seconda di San Francesco dŽAssisi. Traduzione di Fausta Casolin. Edizioni Porziuncola, S. Maria degli Angeli, Assisi. 1982 |
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Si raccomanda:
Così anche chi con inique opere o esempi violasse il sacro Ordine, si attirava la sua terribile sentenza di maledizione.
Un giorno, essendogli stato riferito che il vescovo di Fondi aveva detto a due frati che gli si erano presentati, i quali sotto lŽapparenza di un maggiore disprezzo di sé avevano fatto crescere più lunga la barba: "Guardate che la bellezza della vostra religione non sia deturpata da presunzione di simili novità!"; il Santo si alzò di scatto e, tese le mani al cielo, bagnato di lagrime, proruppe nelle seguenti parole di preghiera, o piuttosto di maledizione:
"Signore Gesù Cristo, che eleggesti dodici Apostoli, deŽ quali, se uno cadde, tutti gli altri invece ti rimasero fedeli e predicarono animati dal medesimo Spirito il santo Evangelo; tu, o Signore, in questŽultima ora, memore dellŽantica misericordia, hai piantato questo Ordine di frati per sostegno alla tua fede, e per compire per loro mezzo il mistero del tuo Vangelo; chi dunque ti darà soddisfazione per essi, se trascurando la loro missione non solo non offrono a tutti esempi di luce, ma giungono fino a mostrare opere di tenebre? Da te, Signore santissimo, e da tutta la Corte celeste, e da me tuo poverello siano maledetti coloro che coi mali esempi confondono e distruggono quanto un tempo hai edificato per opera dei santi frati di questŽOrdine, e non cessi di edificare!"
Dove sono quelli i quali si van gloriando della sua benedizione, e si vantano dŽessersi cattivata a lor talento la sua amicizia? Se, Dio non voglia! saran ritrovati senza pentimento per aver mostrati in sé, con pericolo altrui, opere di tenebre, guai ad essi, guai di dannazione eterna!
"I frati migliori - diceva - sono coperti di confusione per le opere di cattivi frati, e senza aver essi peccato sono condannati per lŽesempio degli iniqui. Purtroppo mi trafiggono con una spada di dolore e me la ripassano tutto il giorno per le viscere".
Perciò si isolava dalla compagnia dei frati, specialmente per evitare che la notizia di qualche male commesso da taluno di essi rinnovellasse il suo dolore.
E diceva:
"Verrà tempo nel quale pei mali esempi la diletta Religione di Dio sarà diffamata, così che i suoi membri dovranno vergognarsi di uscir fra la gente. Allora quelli che verrano per abbracciar lŽOrdine, saranno condotti solo dalla grazia dello Spirito Santo e non farà in loro macchia la carne e il sangue, e saranno veramente benedetti dal Signore.
E se anche non compiranno atti di grande merito, poiché sarà intiepidito il fervore di carità che anima i santi, pure siccome saranno assaliti da terribili tentazioni, coloro i quali in quel tempo rimarranno forti saranno migliori deŽ loro predecessori.
Ma guai a quelli che, paghi della sola apparaenza in loro di vita religiosa, intorpidiranno nellŽozio, né opporranno costante resistenza alle tentazioni permesse per provare gli eletti; giacché solo quelli che saranno stati provati riceveranno la corona di vita, dopo aver lottato contra la malizia dei reprobi".
Fra Tommaso da Celano: Vita Seconda di San Francesco dŽAssisi. Traduzione di Fausta Casolin. Edizioni Porziuncola, S. Maria degli Angeli, Assisi. 1982, p. 329-331
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