ETIKA I

ANIMALI

http://www.etika.com
17.2.2000

12F422

Della pietà che san Francesco avea agli animali mansueti

I Fioretti , cap. XXII, d aun codice della Biblioteca Reale di Torino a cura del P. Francesco Sarri dei Minori

Uno giovane avea prese un dì molte tortore e portavale a vendere.

Iscontrandosi in lui san Francesco, el quale avea sempre singulare pietà agli animali mansueti, e riguardando quelle tortore coll´occhio pietoso, diesse al giovane:

"O buon giovane, io ti prego che tu me dia quelli uccelli così innocenti i quali nella sacra Scrittura sono assomigliati alle anime caste, umili e fedeli, acciò che non vengane alle mane de´ crudeli che li uccidano".

Di subito colui, spirato da Dio, tutte le diede a san Francesco; ed ello ricevendole in seno, cominciò a parlar loro dolcemente:

"O seror mie tortore, semplici, innocenti e caste, perchè vi lasciate voi pigliare? Or ecco io vi voglio scampare dalla morte e farvi nido acciò voi facciate frutto e multiplicate, secondo il comandamento del vostro Creatore".

E andò san Francesco, e a tutte fece nido.

Ed elle, usandosi, cominciarono a fare uova e figliare innanzi a´ frati; e così domesticamente stavano e usavano con san Francesco e cogli altri frati, come se elle fosseno state galline sempre nutricate da loro.

E mai si partirono, infino che san Francesco colla sua benedizione diede a loro licenzia di partirsi.

E al giovane che le avea date disse san Francesco:

"Figliulo, tu sarai ancora frate in questo Ordine, e servirai graziosamente a Gesù Cristo".

E così fu, imperò che ´l detto giovane si fece frate e vivette nell´Ordine con grande santità.

A laude di Cristo. Amen.

 

- - - - Retour Index italiano - - - - Retour ETIKA Start - - - - -