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ETIKA I |
Santa Caterina da Siena |
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15H10 |
Della gloria de´ beati |
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Il Libro (Dialogo, Libro della divina dottrina),
Edizioni Paoline, Collana Patristica e del pensiero cristiano, 1975
Cap. 41
...l ´anima giusta: ... Sempre desidera me, e
sempre m´ha; unde il suo desiderio non è votio, ma avendo fame è saziato; e
saziato sì ha fame; e di longa è il fastidio della sazietà, e di longa è la
pena dalla fame.
Nell´amore godono nell´eterna mia visione,
participando quel ben che Io ho in me medesimo, ognuno secondo la misura sua;
cioè con quella misura dell´amore che essi sono venuti a me, con quella l´è
misurato, perché sonno stati nella carità mia e in quella del prossimo, e
uniti insieme con la carità comune...
Godono ed esultano participando l´uno al bene
universale che essi hanno tutti insieme. E con la natura angelica godono ed
esultano, co´ quali e´ santi sonno collocati, secondo le diverse e varie
virtù le quali principalmente ebbero nel mondo, essendo legati tutti nel
legame della carità. Hanno una singulare participazione con coloro co´ quali
strettamente d´amore singulare s´amavano nel mondo.
... quando l´anima giogne a la vita eterna, tutti
partecipano el bene di quella anima, e l´anima del bene loro. ...
E quella anima gode in me e nell´anime e negli
spiriti beati, vedendo in loro, e gustando la bellezza e dolcezza della mia
carità. ...
Essi sonno tanto conformati con la mia volontà che
essi non possono volere se non quello ch´Io voglio; perché l´arbitrio loro è
legato nel legame della carità per sì fatto modo che venendo meno el tempo alla
creatura che ha in sé ragione, morendo in stato di grazia, non può più peccare.
E in tanto è unita la sua volontà con la mia che, vedendo il padre o la
madre il figliuolo nell´inferno, o il figliuolo la madre, non se ne curano;
anco sonno contenti di vederli puniti come nemici miei. In neuna cosa si
scordano da me: e´ desidèri loro sonno pieni. ...
E non ti pensare che la beatitudine del corpo
doppo la resurrezione dia più beatitudine all´anima. Ché se questo fusse,
seguitarebbe che infine che non avessero il corpo avarebbero beatitudine
imperfetta; la quale cosa non può essere, però che in loro non manca alcuna
perfezione. Sì che non è il corpo che dia beatitudine all´anima, ma l´anima
darà beatitudine al corpo; darà dell´abbondanzia sua, rivestita nell´ultimo dì
del giudicio del vestimento della propria carne la quale lassò.
Come l´anima è fatta immortale, fermata e
stabilita in me; così el corpo in quella unione diventa immortale, perduta la
gravezza e fatto sottile e leggiero. Unde sappi che ´l corpo glorificato
passarebbe per lo mezzo del muro. Né il fuoco n´e l´acqua non l´offendarebbe,
non per virtù sua ma per virtù dell´anima. La quale virtù è mia, data a lei per
grazia e per amore ineffabile col quale Io la
creai alla imagine e similitudine mia. ...
Oh quanto diletto hanno in vedere me che so´ ogni
bene! Oh quanto diletto avranno essendo col corpo glorificato!