ETIKA I

Santa Caterina da Siena

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22.5.2005

15H10

Della gloria de´ beati

 

Il Libro (Dialogo, Libro della divina dottrina),
Edizioni Paoline, Collana Patristica e del pensiero cristiano, 1975

Cap. 41

...l ´anima giusta: ... Sempre desidera me, e sempre m´ha; unde il suo desiderio non è votio, ma avendo fame è saziato; e saziato sì ha fame; e di longa è il fastidio della sazietà, e di longa è la pena dalla fame.

Nell´amore godono nell´eterna mia visione, participando quel ben che Io ho in me medesimo, ognuno secondo la misura sua; cioè con quella misura dell´amore che essi sono venuti a me, con quella l´è misurato, perché sonno stati nella carità mia e in quella del prossimo, e uniti insieme con la carità comune...

Godono ed esultano participando l´uno al bene universale che essi hanno tutti insieme. E con la natura angelica godono ed esultano, co´ quali e´ santi sonno collocati, secondo le diverse e varie virtù le quali principalmente ebbero nel mondo, essendo legati tutti nel legame della carità. Hanno una singulare participazione con coloro co´ quali strettamente d´amore singulare s´amavano nel mondo.

... quando l´anima giogne a la vita eterna, tutti partecipano el bene di quella anima, e l´anima del bene loro. ...

E quella anima gode in me e nell´anime e negli spiriti beati, vedendo in loro, e gustando la bellezza e dolcezza della mia carità. ...

Essi sonno tanto conformati con la mia volontà che essi non possono volere se non quello ch´Io voglio; perché l´arbitrio loro è legato nel legame della carità per sì fatto modo che venendo meno el tempo alla creatura che ha in sé ragione, morendo in stato di grazia, non può più peccare. E in tanto è unita la sua volontà con la mia che, vedendo il padre o la madre il figliuolo nell´inferno, o il figliuolo la madre, non se ne curano; anco sonno contenti di vederli puniti come nemici miei. In neuna cosa si scordano da me: e´ desidèri loro sonno pieni. ...

E non ti pensare che la beatitudine del corpo doppo la resurrezione dia più beatitudine all´anima. Ché se questo fusse, seguitarebbe che infine che non avessero il corpo avarebbero beatitudine imperfetta; la quale cosa non può essere, però che in loro non manca alcuna perfezione. Sì che non è il corpo che dia beatitudine all´anima, ma l´anima darà beatitudine al corpo; darà dell´abbondanzia sua, rivestita nell´ultimo dì del giudicio del vestimento della propria carne la quale lassò.

Come l´anima è fatta immortale, fermata e stabilita in me; così el corpo in quella unione diventa immortale, perduta la gravezza e fatto sottile e leggiero. Unde sappi che ´l corpo glorificato passarebbe per lo mezzo del muro. Né il fuoco n´e l´acqua non l´offendarebbe, non per virtù sua ma per virtù dell´anima. La quale virtù è mia, data a lei per grazia e per amore ineffabile col quale Io la creai alla imagine e similitudine mia. ...

Oh quanto diletto hanno in vedere me che so´ ogni bene! Oh quanto diletto avranno essendo col corpo glorificato!

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