ETIKA I

PROTEZIONE ANIMALI

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7.10.1999

61AI80

Dopo il terremoto nellŽIrpinia: Una spedizioni dellŽENPA

LŽAdige, Bolzano, 18.12.1980
Alto Adige, Bolzano, 22.12.1980

LŽAdige, Bolzano, 18.12.1980
Una spedizione dellŽENPA di Bolzano nei luoghi del sisma
Gli animali da salvare nellŽIrpinia devastata
A Laviano, a Muro Lucano, a Senerchia, nelle terre devastate dal terremoto non sono solo gli uomini a soffrire ed a morire. CŽè un altro dramma più nascosto: le migliaia di cani, cavalli, mucche, capre, tutti gli animali che dividevano le povere giornate di quella gente, nei casolari dellŽIrpinia, nelle fattorie o nelle stanze di SantŽAngelo dei Lombardi o di Lioni.

È un dramma che non ha coinvolto la protezione civile, lŽesercito, le prefetture ma per il quale si sono mossi, con uguale trasporto delle centinaia di altri volontari, tanti giovani e meno giovani; sono scesi al Sud forse non tanto per salvare quanto per fare opera di buona morte. Invece di ucciderli a raffiche di mitra i cani hanno cercato di finirli con l e sirignhe: meglio una puntura che soffrire per settimane con le zampe storpiate o senza cibo. Tra i tanti volontari dellŽente per la protezione degli animali giunti sui luoghi del terremoto anche una piccola spedizione dellŽ Enpa di Bolzano, Marco Wilhelm, Flavio Tomasi di Pineta, di Laives, Pierluigi Valdi di Colma, Rainer Lechner, un giornalista, di Proves.

È stata, per tutti, unŽesperienza spesso traumatizzante a contatto con la sofferenza e la disperazione ma sopratutto con il caos e la disorganizzazione. "La confusione è stata quasi ovunque indescrivibile - dice Rainer Lechner, uno dei componenti della spedizione - squadre di soccorso che si intralciavano vicendevolmente, gente che lavorava troppo, al limite, ed altri tenuti inspiegabilmente fermi". Ma innumerevoli anche gli episodi di dedizione, soldati e pompieri che lavoravano senza soste.

I cinque dellŽEnpa di Bolzano hanno fatto base, durante la loro permanenza nelle zone colpite, dal 5 al 10 dicembre nella Casa dei Salesiani, a Salerno, ospitati in un maggazino, dormendo nei sacchi a pelo. Poche ore di sonno e poi, di giorno a Senerchia, Laviano, Muro Lucano, Balvano, Ricigliano, Lioni. Ovunque grossi problemi da risolvere. Anche le ordinanze del prefetto erano un problema per questi amici degli animali; unŽordinananza che imponeva lŽeliminazione sistematica di tutti i cani i gatti. "Un eliminazione fatta coi mitra dei carabinieri - dice ancora Lechner -; lŽEnpa di Salerno voleva provvedere con le iniezioni, noi abbiamo proposto di portarli tutti in qualche luogo; ma non siamo riusciti a trovarlo, neppure a Bolzano. Abbiamo visto dare la morte con i metodi più barbari".

Ora, fortunadamente, è giunto nelle zone un fucile sonnifero fornito dal nostro veterinario provinciale. Cosi gli animali, soffriranno di meno. ...


Alto Adige, Bolzano, 22 dicembre 1980

I disagio del dopo terremoto
mancano viveri e indumenti

Un gruppo di volontari bolzanini è rimasto a contatto per diversi giorni con una realtà che presenta aspetti di estrema drammaticità

(Francesco Palchetti , Giovanni Perez ?)

È passato quasi un mese, ormai, da quel tragico 23 novembre nel quale la morte e la disperazione sono scese implacabili sui territori della Campania e della Basilicata.

La situazione, purtroppo, stenta a riacquistare un briciolo di normalità. I primi a rendersene conto sono coloro che prestano soccorso nelle zone colpite dal terremoto. Le testimonianze, frammentarie fin che si vuole, raccontano di disfunzioni che più di una volta rendono vano il prodigarsi dei singoli.

Un nostro collega, Rainer Lechner del "Dolomiten", è tornato in questi giorni dalle regione disastrate nelle quali ha portato il proprio contributo quale componente dellŽENPA (entre protezione animali). Il suo racconto è sintomatico dei disagi vissuto dal sud.

* * *

"Il peggio lo passa la gente tra Laviano e Muro Lucano ed in special modo quelli che abitano nei casolari dispersi. Tre chilometri oltre Laviano abbiamo parlato con una donna; era disperate perchè il suo maialino era rimasto prigionero. Il tetto della stalla era crollata a metà; dallŽalto si vedeva la bestiolina esposta da tre settimane al freddo pungente, pioggia e neve. La mattina seguente il gruppo dellŽENPA di Imperia, ben equipaggiato a nostra disposizione, ha soccorso la donna ed il suo maialino.

Continuiamo ed incontriamo gente che non ha nemmeno vestiario sufficiente. Maria Perillo si lamenta di essere priva di una mantellina per la pioggia, di scarpe invernali e guanti. Le cediamo un paio di guanti, però le servono guanti per 8 persone tra cui 4 bambini inferiori ai 10 anni. Le manca anche una quantità di sale per la macellazione del maiale; noi possiamo aiutarla solo con mezzo chilo di sale e alcuni biscotti. Tutto questo in località Valendo Gerardo nel comune di Castelgrande.

Di colpo troviamo la strada sbarrata dalla polizia forestale: un gigantesco elicottero sta trasportando una roulotto sul dorsale della montagna. Lassù la gente deve dormire allŽaperto e solamente ora, dopo ben tre settimane, viene un aiuto che certamente non basta per tutti, dato che la zona è vastissima e ci sono molti casolari sparsi, per i quali veramente nessuno si interessa, specialmente se mancano le strade di accesso.

Segretamente speriamo che là nessun essere vivente debba ancora soffrire, poichè certamente ogni minuto, ogni ora nella situazione di sepoliti vivi, è un tormento indescrivile. Preferiremmo setacciare tutta la zona alla ricerca dei sopravissuti, ma purtroppo non abbiamo la possibilità né i mezzi, ed anche le forti precipitazioni nevose sono un insuperabile ostacolo.

A Senerchia abbiamo visto come giacconi imbottiti e molte altre cose venivano distrutte, poiché tutto era rimasto con noncuranza per tutta la notte sotto la pioggia e quindi inservibile. A Laviano Pierluigi Baldo da Colma presso Barbiano ha potuto liberare il cane del comandante dei carabinieri che per ben 19 giorni attendeva il suo padrone (era allŽospedale per la rottura di un braccio). La bestiolina stava accovacciata sopra ad un muro dietro un mucchio di detriti.

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