ETIKA I

ANIMALI

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7.10.1999

61AI82

Non mangiate gli uccelli

Fausto Ruggera

LŽAdige, Trento, 2.9.1982

Basta con gla strage indiscriminata dei pennuti canori e con i succulenti menù a base di "polenta e osei" - Un accorato appello dellŽENPA e un perentorio invito

Non mangiate gli uccelli

Fausto Ruggera

"Polenta e osei": ecco un menù che fa venire lŽacquolina in bocca a molti.

Fra i cultori di questo pasto antico, condannato e vituperato dai tedeschi in particolare e dai popoli del Nord in generale, annoveriamo in prima fila bergmaschi, trentini, bresciani, veronesi.

Ogni anno, allŽaffacciarsi dellŽautunno, osterie e ristoranti tipici fanno affari dŽoro spennando, consumando migliaia di minuscoli uccellini. In un paesino de montagna del Bresciano, nella cucina di un ristorante, ho visto impegnate due donne a spellare migliaia di uccellini con mostruosa abilità e rapidità.

Nei boschi, schiere di uccellatori fanno strage usando gli archetti, il vischio, i roccoli. E anchŽessi fanno affari dŽoro.

Un menù a base di "polenta e osei" è diventato una leccornia da gran signori: si va dalle mille alle 1500 il pezzo, e cŽè chi ne mangia venti e anche trenta. Per i ghiottoni e i mangioni è un pasto che costa dalle 20 alle 30 mila lire.

Ma mentre si riempiono le pance dei buongustai si svuotano i nostri boschi, che ogni anno che passa, diventano più voti e più silenziosi. Soltanto in Alto Adige, girovagando di buon mattino tra larici e abeti, sopratutto a primavera, senti ancora gli incredibili gorgheggi di merli, zufoli, tordi, beccoincroce, cardellini e cianciallegre. È un concerto che ti incanta e affascina.

Dalla Germania si è tuonato spesso contro i massacri dellŽuccellagione compiuti nelle regioni italiane. Anche gli ecologisti e i protezionisti nostrani si sono battuti per limitare e disciplinare le stragi di uccelli, nelle stagioni del "passo", compiuto con i roccoli.

Qualcosa si è fatto e si è ottenuto ma molto resta da fare anche se, operando, si arrecheranno grossi dispiaceri agli uccellatori e agli insaziabili mangiatori de minuscoli pennuti.

Settimane addietro due grossi settimanali tedeschi: "Stern" e "Bunte" hanno dedicato ampi servizi ai "massacri ecologici" compiuti in Italia, chiedendo lŽintervento dellŽENPA (Ente nazionale protezione animali), del Fondo mondiale per la natura e di tutte le associazioni ecologiche e protezionistiche.

Ma lŽiniziativa che ci interessa più da vicino è quella dellŽENPA di Bolzano che ha deciso, in collaborazione con gli zoofili della Germania Federale e, in particolare, con lŽassociazione "Salem" di Francoforte, di intraprendere una serie di azioni contro lŽuccellagione. LŽENPA di Bolzano fa osservare che

"Nonostante la convenzionale di Berna, di cui è firmataria anche lŽItalia, la quale vieta lŽuccellagione sia con le reti che con il vischio, questa usanza, tra lŽaltro condannata dalla maggioranza dei Paesi europei, viene allegramente continuata.

Va ricordato che tutta la selvaggina è proprietà dello Stato, cioè di tutti noi e che gli ultimi quattro Papi (Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II), hanno condannato i maltrattamenti degli animali "perché anchŽessi sono creature di Dio".

"Con metodi nuovissimi, senza il ricorso alla violenza, e ancora tenuti segreti, fra un paio di settimane gli zoofili inizieranno una vasta campagna di sensibilizzazione dellŽopinione pubblica pe rimpedire la pratica indsicriminata dellŽuccellagione".

"I problemi maggiori soni i capanni", ha sostenuto il presidente dellŽENPA di Bolzano, Günter Tscholl, mediante i quali gli uccelli vengono catturati in massa. Assieme ai roccoli essi rappresentano gli strumenti più micidiali per lo sterminio degli uccelli. È una vergogna nazionale, una crudeltà condannata dalla maggioranza della popolazione italiana. Non credo che un milione e 600 mila cacciatori e uccellatori rappresentino la volontà del nostro popolo. Anche gli italiani, nella stragrande maggioranza, sullŽesempio di San Francesco, sono più amici che nemici degli animali e respingono con sdegno le accuse che ci vengono mosse dallŽestero e indicano gli italiani come inguaribili cacciatori e mangiatori di uccellini. Vorrei ricordare che San Francesco dŽAssisi vedeva in ogni creatura un suo fratello; anche per questo è stato proclamato patorno dŽItalia".

Tutte le sezioni dellŽENPA sono state invitate alla massima collaborazione. Si cercano volontari per un paio di giorno nel periodo fine settembre - inizio ottobre.

Che si annuncino brutti tempi per ir ristoranti che offrono prelibati a profumati menù a base di "polenta e osei"? Staremo a vedere.

Fausto Ruggera

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