ETIKA I

ANIMALI

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18.10.1997

68B4

Madre

Manfred Kyber, trad. Rinaldo Sajovitz

In un abbaino, in una gerla, stava una mamma gatta con due micini piccini, piccini.

I piccoli erano venuti alla luce solamente da alcuni giorni ed erano ancora indifesi; avevano delle zampette piccole che sempre scivolavano e delle grandi testine sproporzionate, con ancora gli occhietti chiusi, che, alla continua ricerca, si sprofondavano nel pelo materno.

Avevano un aspetto strano, ma la gatta li trovava bellissimi, poichè erano i suoi piccoli; lŽuno striato grigio e nero, come lei stessa, che senza modestia si potrebbe dire una bellezza; lŽaltro tutto il padre, chŽera variopinto, con pantaloncini e guanti bianchi con una macchiolina sul naso e che cantava con tanto sentimento. Come hanno duettato bene in giardino, nelle prime sere di marzo, cantando belle canzone...

Comprensibilissimo che questi piccoli con le zampine scivolose e le grandi testine erano diventati degli esseri così stupendi, non solamente gatti, che già per se stesso è il massimo, ma così belli che il mondo non ne ha visti di uguali.

Superbamente la mamma-gatto si erse e ronfando amorevolmente contemplava le piccole meraviglie del suo mondo.

Qui, questo abbaino sembrava proprio il luogo adatto, silenzioso ed indisturbato. Un cesto pieno di morbido fieno, caldo ed adatto per i primi pallidi tentativi di arrampicate, molto ciarpame in giro, pieno di tensione e possibilità di scoperte, illuminato caldamente della luna di maggio che trapelava dalle finestrelle; ampi spazi per giochi e poi che bella riserva di topi e che vasta zona di addestramento per le capacità professionali.

Mentre i piccini dormivano la gatta si disse: potrei vedermi in giro per topi, che un diversivo farebbe bene, dato che la cura dellŽinfanzia è gravosa e poi mi sembra di avere una certe famina.

La gatta si levò dal giaciglio, lecò ancora una volta i piccini e piano, piano rasentò le varie casse e cesti. Anche se era avanti negli anni, era ugualmente eccitante e piacevole andare per topi. Ed ora non scricchiolava qualcosa? Non cŽera un divino odore ti topi? Non era il dolce odore, inconfondibile per il naso del gatto? Ancora un paio di felpati passi, come solamente lei sapeva fare, e si trovò davanti un nido ove stavano due piccoli topini nudi ed intirizziti.

Solo piccolini? pensa il gatto; ma allora tante cautele erano proprio inutili, poichè questi non possono vedere ne correre. Non ne vale la pena per solo due piccoli bocconcini. Però, per rinforzarsi si potrebbe anche...

Voleva ghermirli, ma entro di sé sentì una voce. Non possono ne correre ne vedere, così como i piccini tuoi. Sono proprio indifesi e forse la loro mamma è morta. Sono proprio indifesi come i piccini tuoi quando manchi tu.

È vero! sono solo topi! ma piccoli topini, molto piccoli; sono bambini. È vero che tu sai cosa sono bambini?

Era lŽamore materno che parlava in lei, poichè in lei fioriva lŽamore, il futuro spirito. Lui può solo parlare ad un amore materno chŽè tanto immenso, così grande come lŽamore materno di una gatta.

È bene! Tu sai cosa sono bambini? domandò la voce.

La gatta si abbassò ed accortamente prese tra i denti un topino e lo portò nel suo cesto. Poi tornò a prendere lŽaltro picciolino. Prese poi i due topini, li strinse al seno e li allattò assieme ai suoi due micini.

I due topini erano intirizziti e si riscaldarono nel pelo della gatta. Stavano morendo di fame e si nutrirono dai seni della gatta. Si sentivano protetti da una mamma, ma non sapevano que questa mamma era una gatta. E come potevano saperlo? Erano ancora ciechi ed indifesi. Sopra di loro era stesa, senza artigli, ma dolcemente, la zampa della mamma gatta che li proteggeva.

I gattini crescevano, i topini crescevano, tutti aprirono gli occhi e la prima cosa che videro era la stessa mamma e lo stesso amore materno.

Erano bambini e mentre il sole faceva capolino dalle finestrelle, essi si trastullavano in mille giochi.

Questa è una storia vera; è piccola ma ugualmente tanto grande. In lei era nato un nuovo mondo da un piccolo essere ed in una povera soffitta. Ancora a lungo non sarà sempre così; però è già un grande avvenimento che ciò sia avvenuto.

Le leggi del vecchio mondo sono dure e pesanti, però, gradino per gradino, verranno superate, perchè lŽamore è una forza viva nellŽanima su questa terra.

Lentamente, molto lentamente, il nuovo mondo nascerà dal vecchio ed è già accaduto molte volte in una povera soffitta, anche se gli uomini nulla ne sapevano di questo. Gli uomini effettivamente sanno poco ed ancora meno sanno coloro che sembrano di sapere tanto.

Io penso che anche gli animali nei loro momenti di pena e disperazione si rivolgano ad una potenza superiore a loro e se il povero gatto dovesse pregare, la Madonna lo esaudirebbe prima di tutti gli altri.

 

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