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ETIKA I |
IL MALE |
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92A4 |
L´anticristo: torture e miracoli |
San Gregorio Magno, Moralia II. Ed. Paoline 1965, Versione a cura di
Bonifacio Borghini, O.S.B. |
281 (924 Ed. dei Maurini) Libro XXIX, 16. Ci sono
molti segni che rivelano come alcuni siano infedeli anche nella stessa pace
della Chiesa. Hanno infatti tanto riguardo alla persona di qualche potente,
che, richiesti da lui per favorirlo nella causa col prossimo, non esitano a
negare la verità. Ma chi è la verità, se non colui che disse: Io sono la via,
la verità e la vita? Neppur Giovanni
Battista fu ucciso per aver confessato Cristo, ma perché sosteneva la giustizia
e la verità; ma siccome Cristo è verità, morendo per la verità, morí per Cristo. Se uno fa quel che un potente gli comanda e
nega la verità per non sentirsi maltrattare a parole, che cosa farà nel dolore
della tortura, se si è vergognato di Cristo solo per evitare parole offensive? Ecco, questo tale agli occhi degli uomini è ancora
cristiano, eppure se Dio lo volesse giudicare con rigore, non lo è piú.
282, XXIX, 17. Vedo altri che per il loro ufficio sono tenuti
ad esortare e rimproverare, e che vedono commettere cose illecite, ma non osano
intervenire perché temono di offendere persone potenti e perdere il loro
favore. Che cosa fanno questi, se non fuggire
quando vedono venire il lupo? Fuggono stando zitti, tacciono perché danno piú
importanza alla gloria temporale che alla grazia eterna...Questi tali col loro silenzio hanno rinnegato
Cristo, sebbene non (925) ci sia persecuzione pubblica. Non mancano le
tentazioni dell´anticristo neppure nella pace della Chiesa. Nessuno si limiti a spaventarsi solo per gli ultimi
tempi del mondo, quelli dell´anticristo. Tra noi ogni giorno c´è chi promuove
gli interessi dell´anticristo, poiché il suo mistero è già attivo nel cuore
degli iniqui. E se adesso molti stanno in apparenza nella Chiesa e simulano
d´essere quel che non sono, pure, quando il giudice verrà, si vedrà quel che
sono...
372 (1059) Libro XXXII, 23. Dio sa che noi siamo
superbi ma deboli e perciò per sua misericordia abbrevia i giorni cattivi, cosí
coll´avversità spaventa la nostra superbia, ma viene in aiuto della nostra
debolezza colla brevità dei giorni...
XXXII, 24. Non c´è genere di tormenti che i
santi martiri già non abbiano superato. Alcuni furono pugnalati all´improvviso;
altri crocifissi e finiti con lenta agonia; altri segati, altri straziati con
unghie di ferro, altris sbranati dai morsi rabbiosi delle belve, altri
flagellati fino ad avere squarciate le carni e sparse le viscere, altri sepolti
vivi, altri scagliati e sfracellati nei precipizi, altri affogati nelle acque,
altri consunti ed inceneriti dalle fiamme divoratirici... Adesso i nostri
fedeli compiono prodigi mentre soffrono queste atrocità; ma verrà giorno in cui
faranno miracoli i satelliti
del diavolo, proprio mentre perseguitano i
buoni. Pensiamo dunque che tentazione sarà quando il pio martire soffrirà 373
lo strazio del corpo e il suo carnefice farà miracoli davanti agli occhi di
lui. Quale virtú non si sentirà scossa fino in (1060) fondo quando chi flagella
farà prodigi insigni?
374 (1064) XXXII, 33. La prima suggestione del
serpente è molle e tenera e facilmente la si può calpestare; ma se per
negligenza nostra si lascia invigorire ed entrare in cuore, diventa cosí
potente che fa schiava la mente, l´abbatte, ed acquista una violenza
irresistibile. E una volta entrata, spadroneggia su tutta l´attività
dell´anima... Il peccato si
commette in tre modi, colla suggestione del serpente, col diletto della carne,
col consenso dello spirito... Perciò
avviene che taluni, dopo lunga consuetudine di peccato, deplorano le loro
colpe, ne rifuggono col giudizio, ma per quanto si sforzino non riescono ad
evitarle nelle opere, perché fino a che non schiacciano la testa al dragone,
restano legati dalla sua coda anche contro la loro volontà...
401 (1108) Libro XXIII 55. Quelli che divisi
potevano ancora venir corretti, perdurano uniti nella pertinacia delle loro
iniquità; e tanto piú ogni giorno si separano dalla conoscenza della giustizia
quanto nessun rimprovero riesce a staccarli tra loro. Infatti come è un danno quando non c´è unità fra i
buoni, cosí è un disastro se c´è tra i cattivi. L´unità rinforza i per- (1109) versi mettendoli
d´accordo; e li rende tanto piú incorreggibili col farli unanimi... Si tengono
stretti e non 402 possono separarsi, poiché si sono collegati a scambievole
difesa, sapendo d´esser in tutto simili tra loro...
56. (Grande commozione tra gli uomini quando
l´anticristo farà i suoi prodigi).
57. (1110) (Gli agenti dell´anticristo danno ad
intendere di essere venuti a portare la vera luce e la felicità contro le
tenebre del cristianesimo).
58-59. (L´anticristo parla per bocca dei suoi
emissari che simulano la virtú ma praticano la malizia).
60. (1111) (Ci sono già molti predicatori
dell´anticristo; la loro vita va esaminata, come si esaminano le monete; se
sono vere o false, il termine di confronto è dato dagli insegnamenti dei Padri
antichi).
61. (1112) (Anche gli eletti possono restar
molto impressionati dai prodigi dell´anticristo; ma non al punto da perdere la
fede).